• mercoledì , 25 aprile 2018

Amianto: pericolosità e incentivi alla rimozione

L’amianto è un materiale costituito da fibre che hanno la caratteristica di dividersi longitudinalmente, per cui mantiene questo suo aspetto fino alla dimensione di alcuni centesimi di micron (un micron è un millesimo di millimetro): per questo è così pericoloso se inalato, infatti può entrare in profondità negli alveoli polmonari. Tuttavia è pericoloso solo quando le fibre di cui è composto vengono inalate, in quanto l’amianto non emette radiazioni o gas tossici.

I rischi per la salute dovuti all’uso dell’amianto derivano dal possibile rilascio di fibre microscopiche dai materiali all’ambiente. Queste fibre disperse in aria possono essere inalate dall’uomo e le malattie che ne conseguono sono pertanto associate all’apparato respiratorio.

I materiali più pericolosi sono quelli che rilasciano facilmente le fibre in aria e cioè quelli friabili, mentre molto più difficilmente le fibre sono cedute dai materiali compatti. Pertanto il cemento-amianto (eternit), essendo un materiale compatto, è molto meno pericoloso dei materiali friabili. maggiori livelli di rischio si sono riscontrati negli ambienti di lavoro dove l’amianto veniva manipolato (produzione di cemento-amianto, spruzzatura di edifici o di mezzi di trasporto come i treni e le navi, produzione di tessuti, ecc.) e negli ambienti di vita dove è presente amianto spruzzato in cattivo stato di conservazione. Per i materiali contenenti amianto compatto come le coperture degli edifici in cemento-amianto (eternit) il rischio è, in generale, molto basso ed è comunque legato allo stato di manutenzione dei materiali. I materiali contenenti amianto compatto possono diventare un rischio se abrasi o danneggiati.

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Lo smaltimento dell’amianto avviene in 3 fasi:

PRIMA FASE:
Incapsulamento: possono essere impiegati prodotti impregnanti, che penetrano nel materiale legando le fibre di amianto tra loro, con la matrice cementizia e prodotti ricoprenti, che formano una spessa membrana sulla superficie del manufatto.

SECONDA FASE
I manufatti in cemento-amianto rimossi, dovranno essere avvolti in teli di polietilene di adeguato spessore, etichettati, e tramite un trasportatore autorizzato verranno conferite in discarica autorizzata, unitamente al materiale d’uso (tute, filtri, materiale aspirato) anch’esso insaccato e sigillato.

TERZA FASE
Al termine dei lavori il materiale rimosso deve essere trasportato in un centro di stoccaggio o direttamente in discarica. Al proprietario deve poi tornare entro 90 giorni una copia del Fir (formulario di identificazione rifiuti), che attesta il conferimento presso una discarica autorizzata, l’efficacia e l’integrità dei trattamenti stessi.

L’amianto e la sua rimozione comportano una serie di incentivi che possono notevolmente alleviare la spesa.
Molto spesso a scoraggiare i privati dal procedere nell’opera di rimozione sono proprio i costi troppo elevati che essa può comportare. Mettere in sicurezza i manufatti incriminati o rimuoverli del tutto per poi trasportarli in discarica, presenta costi notevoli, che soprattutto in un momento di crisi come l’attuale possono diventare difficilmente sostenibili.

L’amianto, con la rimozione e i relativi incentivi, è ormai oggetto di un dibattito di lunga data.
A partire dall’aliquota agevolata al 10%, che in troppi sembrano dare per scontata, quando invece dovrebbero essere fatti alcuni distinguo. Essa, infatti, spetta soltanto nel caso in cui l’intervento in questione vada a interessare edifici a prevalente destinazione abitativa, ovvero quelli ove sia presente almeno il 50% di abitazioni.
Va inoltre ricordato che gli interventi devono essere di manutenzione ordinaria e straordinaria ed essere eseguiti da una ditta provvista di autorizzazione. Soltanto in questo caso, l’aliquota agevolata del 10% è assolutamente fuori discussione.
Peraltro, nel caso che il lavoro venga fatto in regime di subappalto, l’impresa che fornisce il lavoro dovrà fatturare con aliquota normale e in questo caso la fattura deve essere intestata all’appaltatore, il quale a sua volta potrà applicare l’aliquota Iva al 10% per la rimozione dell’amianto al committente.

La rimozione gode di incentivi ben precisi: sono quelli relativi ai bonus per la ristrutturazione edilizia e per la riqualificazione energetica, che possono oscillare dal 50 al 65% della cifra totale e che sono stati validi fino al 31 dicembre 2015. Erogati sotto forma di detrazioni fiscali, vanno divisi in dieci tranche annuali di pari importo, che saranno scalate sulla dichiarazione dei redditi.
Grazie a questi incentivi la rimozione dell’amianto può vedere notevolmente abbattuta la spesa, consentendo di regalare sicurezza ai propri familiari senza sottoporli a un rischio elevatissimo, Al riguardo ricordiamo che le operazioni di rimozione vanno compiute da ditte specializzate.

 

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